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17 ottobre: un NO dal basso alla povertà
Anche quest'anno il 17 ottobre viene celebrata la Giornata Internazionale contro la Povertà.
Sono passati molti anni da quando l'ONU ha deciso di istituire questa ricorrenza, eppure ancora troppo poco è cambiato.
Molti potrebbero chiedersi perchè Amnesty International, che da sempre è in azione per i diritti umani, si preoccupi anche di povertà. Ebbene: recita l'art. 25 comma 1 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani:
"Ogni individuo ha diritto ad un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia, con particolare riguardo all'alimentazione, al vestiario, all'abitazione, e alle cure mediche e ai servizi sociali necessari; ed ha diritto alla sicurezza in caso di disoccupazione, malattia, invalidità, vedovanza, vecchiaia o in altro caso di perdita di mezzi di sussistenza per circostanze indipendenti dalla sua volontà."
Noi tutti possiamo e dobbiamo avere accesso ad adeguate condizioni di vita e ad un minimo comune garantito.
La povertà non è solo ed esclusivamente un problema che riguarda i governi e le economie nazionali ad alte sfere, nasce esattamente dall'inazione di questi stessi governi, ma che non tocca affatto i rappresentanti e vede come vittime persone comuni. E' per questo motivo che noi dobbiamo smettere di convincere noi stessi che la questione non ci possa raggiungere in alcun modo! Non esistono distanze, colori o confini quando parliamo di diritti umani e insieme possiamo contribuire ad uno sviluppo umano sostenibile, corretto ed equo. Come?
- il primo passo può essere fatto anche sotto casa, perchè non dimentichiamo che povertà non è sinonimo solo di Sud del mondo;
- il secondo facendo pressioni sugli quegli stessi governi responsabili di tali abissali ineguaglianze;
- Terzo, quarto e successivi verranno da sè. Basta volerlo.
Un uomo saggio un tempo ha detto:
"Nel mondo ci sono due categorie principali di persone:i gangster e le tartarughe.
La prima categoria, i gangster, è costituita dai governi ladri e dalle quelle persone talmente ambiziose e affamate di ricchezze, da non esitare un solo attimo a passare sopra chi già soffre. L'importante è solo accumulare a più non posso.
La seconda categoria è invece quella delle tartarughe, persone che si impegnano per un benessere comune, che sembra tardare ad arrivare ma passo dopo passo, con molta lentezza e pazienza, può essere raggiunto."
Non dimentichiamo nessuno.
Il cambiamento viene dal basso. Noi "tartarughiamo" e voi???

Tartarughiamo!!
Grande Cinzia!!!
Bellissimo articolo.. sono pienamente d'accordo con te!
Tartarughiamo..
*** Lucia ***